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canone

ricordi




il violaceo inverno incede quasi per sorte
abbaglio imperlato da un vento in fiamme
si sfondano gli organi canuti della mia casa


nei vicoli nascosto a spiare le giovani spose
a giocare nei prati della madre della madre
bambino un tempo correvo giù per terra
con gli aghi dei pini tra le mani arrossate
l'odore dell'erba fresca intorno al capo
e la gioia nel petto che cadeva dalla bocca


suona la canzone dei miei giovani anni


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