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ricordi
derido l'insolita claustrofobia nero gommata
attraverso lo stomaco atrio del condominio
è un palazzo giovane di cemento e sangue
reazionario ordinamento di padri gerarchi
assorbito dalle aperture di quel buio semi laccato
davanti all'iride ancora incredula di possibili disegni
cadono dai ballatoi i cromatismi dell'edera scarlatta
come araldi in un feudo a intonare vittoria e adunanza
un gatto in controluce si staglia nel suo abile profilo
è un immobile statuario guardiano della soglia
un imperatore del tempo e delle attese
custode dei transiti nel presidio d'ogni trapasso
ovunque si levano immaginarie invasioni