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disappunti
alla tavola dei loro dispendi racimolo il senno
mi ritrovo straniero in quel suicidio disastro
alloggia afflizione al centro del colloquio
e per aver discolpa si tracannano il midollo
rapita la gemma di quei polsi magri
rimangono muti senza ricordo alcuno
e la mera popolana febbre coniata
nulla conduce e ogni raccolta decade