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pan
un'umida caduta in purpurei abbracci di terra
una sola stuoia gialla di foglia sangue e sassi
impone il drammatico sonno di novembre
contempli rosse strade di collina e non senti i tuoi anni
abbiamo preso ormai distanze dal vecchio paese
compari di follia ci convocano ai poderi della ruota
vedi codici su antiche mani zelanti scavi del destino
allegorie e baldorie sublimate impresse d'opera
bocche d'esausta voce rauca di selve raminghe
hai rapito soli in fuga covando con gli occhi a meridione
il cammino implora legno e mormorii di scale massicce
collassi e fermenti presiedono alla luce dei campi
si svela il santo meccanismo dell'esistenza
attraverso la gigliata voce del vino