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pan
afferriamo questa vela fuggevole d'appagamento
sciocchiamo le acque fonde e gelide nella notte celeste
come un tempo senza più sgomento e ipotesi infauste
un tonfo coi piedi le braccia e il torace aperti in preghiera
un'accoglienza alla sorpresa di questa argentea serenata
la luna stanotte si prostra davanti in tre movimenti
cade addosso dal più brillante al più opaco lontano riflesso
soli con il cigno di mezzanotte in quel terso empireo
davanti al lago splendente di perla gaia
benedetta è la giovinezza
inchinata alla supremazia delle acque