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eros e amore
sorbendo birra nera tabacco e carni al sangue
gradisco un attimo d'assenza e un attimo di lussuria
nell'arca digestiva del mio intuito solo immagino
non ricordo nessun nome nessun debito
nessun lamento infierisce sui pendagli della memoria
aspettando una finta selvaggina di femmine
forse lei si desterà sincera e mi coprirà lesta
con i suoi lunghi e duri capezzoli bagnati
dall'insolito e superbo sapore d'aglio
ostenterà la sua figura nerbuta di mercurio
in un completo matriarcato degli amplessi
andremo a novellarci bugie nella pancia e nel petto
mentre lisce natiche sbattono cariche di melasse
e pure lingue piene di saliva sudano beate
ad ogni turgido entusiasmo come brame vestite a festa
divieni una fiera villana semidea sfacciata delle vergogne
ma poi scappi lenta rapita da inibiti timori e spaventi