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notturno

disappunti


torni a casa per le lunghe vie del paese
le gambe pulsano nel midollo le ore tremano di calma
tribolano veglie materne accanto a scure ferrovie
e anche gli amori perduti sembrano biscotti
le gelosie mordaci si trasformano in ghiacci
più tardi i misantropi si specchiano nei fanali

i muri delle case colano rumori indistinti
s'accende la luce blu delle balere e degli ospedali
il vagare lontano delle sirene rovina nell'aria tumida
trovi il senso per strada e ogni gatto nasconde un bivio
i semafori disperdono frontiere e l'asfalto trasuda il sole
i marciapiedi s'ingoiano i tacchi lunghi delle puttane

ti spiano tutte le donne mentre incateni i loro anelli
la luna affoga nel whisky e nelle vetrine piangono i vestiti
gli spazzini sono funamboli schivi a raccogliere la notte
qui soltanto i gufi delle montagne hanno la luce
le ballerine scendono in piazza gli amici diventano taverne
volano via i letti e le coperte sognano la pelle dei bambini

porgiamo il saluto al mondano sepolcro
le televisioni vanno in polvere dietro a tende deluse
e gli insonni tramontano a un nuovo giorno
il silenzio risuona del tempo e la paura muta in sordina
le rivalse del giorno s'inginocchiano alla nostalgia delle falene
ogni cuore gira il perno della vita e scrive il canto della morte


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