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palco

ricordi




un'anticamera oblunga un deposito del tempo
dentro un'aderente e faticata corsia di figure e volti
ironizzano svelti si dileguano speronando le apparenze
all'improvviso ti stringono cordiali confidano in te
ti invitano al gioco o vogliono forse stupire


ripassi ormai tardivi una paura gasata nel ventre
esamini la soglia della torva autostima non ti raccogli
sapere di non fermarsi è uno svago della memoria
hai freddo e una stretta vampata sale dal pavimento
speranzosa modestia ti arriva quasi per regalo


temi un incubo preghi le calme cade una valanga di silenzi
s'aprono piano le chiuse della scena come un giustiziere
allenti la testa e cerchi un ombelico inciampi prosegui
abbandoni gli assilli incanali scosse senti onde danzi combatti
suoni e sei suonato sudi e vacilli sei un atleta


luci ti squarciano dall'alto
sorridi mentre annuisci al buio che non vedi


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