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disappunti
si trascinano sguaiati in una lacrima esausta
dall'arteria rosseggiante alle arsure del calcagno
forestieri passanti e cento ferrosi licantropi
chiusi nel girone di una pestata notte al metro
spinti in tane opache e in epiche fontane celesti
svelti negrieri squamati in santa moneta paura
richiamano le madri assassinate come carcasse
tra le occhiate abrasive delle guardie ferroviarie
mentre vagabondi corrosi vendono ricordi ai giardini
donne feconde da preda esalano dietro ai vetri dei bar
schiantate palazzine dalle lame spioventi
inventano la solida noia dei bastioni
e le nostre logore pance incastonate nei diesel
giù per le strade rivoltate da verdi ragazzi silvani
si celebra la caustica condanna degli idolatri mercanti